Italia: credito d’imposta fino al 150% per i moduli fotovoltaici ad alta efficienza

Il Governo italiano ha recentemente aggiornato gli standard per il credito d’imposta destinato a celle e moduli solari ad alta efficienza, nell’ambito del Piano “Transizione 5.0”.

Secondo la Legge di Bilancio 2025, la nuova normativa sul credito d’imposta calcolerà gli importi del credito in base alle soglie di efficienza dei moduli e delle celle fotovoltaiche (FV). Nello specifico, i moduli FV con un’efficienza di conversione minima del 21,5% riceveranno un credito d’imposta pari al 130% del loro costo. Per le celle FV con efficienze comprese tra il 23,5% e il 24%, l’aliquota del credito d’imposta è del 140% del costo, mentre le celle con efficienze pari o superiori al 24% beneficeranno di un credito d’imposta del 150% del costo.

È da notare che l’aliquota massima del 150% si applica ai moduli bifacciali a eterogiunzione (HJT) o tandem prodotti all’interno dell’UE, a condizione che l’efficienza delle celle di tali moduli raggiunga il 24% o più.

Il piano di credito d’imposta aggiornato è finanziato con 6,3 miliardi di euro provenienti dal piano REPowerEU dell’UE, di cui 1,89 miliardi specificamente dedicati a sostenere gli investimenti delle imprese in impianti per l’energia rinnovabile autoprodotta. Il piano mira a incoraggiare maggiori investimenti in progetti di energia rinnovabile, incluso il fotovoltaico, nel settore industriale italiano, sostenendo al contempo i progetti beneficiari (noti come “progetti di innovazione”) e aiutando le imprese ad adottare modelli energetici sostenibili per ottimizzare i processi produttivi.

Il Piano “Transizione 5.0” è aperto a tutte le imprese e stabili organizzazioni in Italia e, insieme al precedente “Piano Transizione 4.0”, costituisce un budget totale di 12,7 miliardi di euro per le imprese italiane e per nuovi progetti di investimento, come confermato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Questa iniziativa non solo riflette l’attenzione del Governo italiano per il settore delle energie rinnovabili, ma offre anche politiche fiscali più favorevoli alle imprese, promuovendo la ricerca e sviluppo (R&S) e l’applicazione di tecnologie energetiche “verdi”.

Rispetto alle versioni precedenti, gli standard per il credito d’imposta nell’ultima bozza di legge sono stati incrementati. Secondo le vecchie regole, i componenti con un’efficienza minima delle celle del 23,5% ricevevano un credito d’imposta pari al 120% del loro costo, mentre le celle bifacciali o tandem con efficienze pari o superiori al 24% ricevevano un credito del 140%.

Questo adeguamento incentiverà senza dubbio ulteriormente le imprese a migliorare l’efficienza dei loro prodotti e ad accelerare la diffusione e l’applicazione della tecnologia delle celle solari ad alta efficienza.

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