Approvato il Decreto Fiscale, potenziato il Tax Credit per le etichette
Ogni impresa potrà richiedere e ottenere un credito d’imposta su base triennale per un massimo di 2 milioni di euro, invece degli attuali 1,2 milioni.
Il limite massimo di richiesta del credito d’imposta in Italia aumenterà di 800.000 euro in tre anni, fino al 30%, per le aziende che producono registrazioni, videogrammi musicali e musica dal vivo. Lo annuncia oggi FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana), l’associazione italiana delle case discografiche, con un comunicato stampa.
Il credito d’imposta sulla musica in Italia
Ogni impresa potrà richiedere e ottenere un credito d’imposta su base triennale per un massimo di 2 milioni di euro. Il limite precedente era di 1,2 milioni di euro. La misura è stata introdotta da un emendamento al Decreto Fiscale, riformulato dal governo e approvato a larga maggioranza.
Questi fondi possono essere richiesti per costi di registrazione, mixaggio, realizzazione di video, pagamento/licenze per i diritti d’autore e altre spese di A&R.
L’emendamento segue i risultati del credito totale raccolto tra il 2015 e il 2022, con una distribuzione quasi paritaria tra il repertorio delle major (51,6%) e quello delle etichette indipendenti (48,4%), per un totale di 298 opere beneficiarie.
Il commento di FIMI
Per la FIMI, è un risultato importante che premia il successo del repertorio italiano negli ultimi tempi, cresciuto del 20% in soli 10 anni grazie alla crescita degli investimenti delle case discografiche.
“Studi recenti sul settore hanno dimostrato che l’investimento medio di una casa discografica raggiunge il 29,7% dei ricavi. È una delle percentuali più alte in ricerca e sviluppo tra tutti i settori industriali,” afferma Enzo Mazza, CEO di FIMI. “In Italia, questo è particolarmente significativo perché da anni si concentra sui nuovi artisti. È molto importante che il Ministero della Cultura e in particolare la Sottosegretaria Lucia Borgonzoni, da cui dipende la normativa sul credito d’imposta, abbia esteso il massimale per impresa. Questo riconosce l’importanza che l’industria ha nella ricerca e nello sviluppo della musica italiana. Siamo inoltre grati per l’impegno del Presidente Marti, che ha sostenuto l’emendamento.”

